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12.17.2010

La decisione dell’Ue di includere la CCS nei CDM: un grande successo

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Le Nazioni Unite hanno approvato l’inclusione dei progetti di cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica nei Paesi in via di sviluppo nell’ambito dei meccanismi di compensazione del Clean Development Mechanism (CDM), il secondo mercato di carbonio nel mondo per volume di scambi dopo il programma relativo ai gas serra dell’Unione europea.

I Paesi “hanno deciso che la CCS può rientrare nell’ambito del CDM, purché le questioni, come la permanenza, i confini e la sicurezza, siano affrontati e risolti,” secondo la Convenzione quadro dell'ONU sui cambiamenti climatici approvata a Cancun.
L'accettazione da parte delle Nazioni Unite è un "grande successo" per la protezione dai cambiamenti climatici e segna un riconoscimento significativo del ruolo che la tecnologia può svolgere nel ridurre le emissioni mondiali di gas serra, ha detto Nobuo Tanaka, direttore esecutivo per l'Agenzia internazionale dell'energia.

Il mondo ha bisogno di circa 3.400 progetti di cattura e stoccaggio d’anidride carbonica entro il 2050, oltre i cinque di oggi, e ricevere l’approvazione della tecnologia dal CDM è stato molto significativo, ha detto Tanaka.


"La CCS ha un ruolo fondamentale da svolgere - insieme ad altre misure come efficienza energetica e rinnovabili - nella riduzione delle emissioni al livello richiesto per il 2050," ha ribadito Nick Otter, Amministratore delegato della Global CCS Institute. "Le Nazioni Unite confermano, con la loro decisione, che ora è aperta la strada per finanziare i progetti CCS nei paesi di sviluppo."

"Con questa decisione della UNFCCC, per i governi nazionali è ora possibile mettere in atto misurazione, monitoraggio e sistemi di verifica adeguati per dare a progetti CCS una licenza sociale utile a operare e garantisce che il mondo può raggiungere i propri obiettivi di abbattimento", ha dichiarato Bob Pegler, il Vice presidente della Global CCS Institute in Europa. "Come sappiamo dall’International Energy Agency, la CCS offrirà quasi il 20 per cento della richiesta di abbattimento delle emissioni entro il 2050."